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fernirosso:

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Richard Diebenkorn
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ai confini della nebbia
vivevamo in una  corte stretta assediata dalla voce dell’acqua che lungo il fiume andava lenta a ondate gli odori di legna e cibo cotto senza fretta si levavano alte   sulle siepi   nel fondo della strada sui prugnoli selvatici e le pere volpine contorti per il freddo e  il vento che lì soffiava forte gelido d’inverno e soffocante con il caldo
abitavamo ai confini con il cielo e quasi mai capitava di dire ai pochi che per caso passavano di là qualcosa della terra dell’anima lasciavamo solo lievi segnali  di presenza una soglia di edera verde  ricoperta di un sorriso  di fiori gialli in primavera leggera nell’aria si spandeva una sincerità di volta in volta nuova e tutto intorno come un lungo filo dai tetti  alle radici degli alberi un unico luogo si svolgeva
poi   non la rividi più    quella casa non trovai mai più l’edera e la porta che ne era ricoperta non sentii l’odore dell’erba fresca  ogni pianta     di un silenzio profondo taceval’acqua del tempo non sentii più la voce della ragazzanascosta nella corte stretta
c’è nel mio orecchio un rumore  sordo   un ronzio   lontano una specie di aeroplano lontano lontano dentro una folata di vento che mi sfiora di tanto in tanto  la mano.
fernanda ferraresso
http://fernirosso.wordpress.com/2013/01/10/ai-confini-della-nebbia/
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Michael Cusack, Tapper (2011)
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incisive #43 by momomi_aloha_garden on Flickr.